Cos’è e come funziona?

La Tecar è uno strumento che sfrutta il principio del condensatore sul corpo umano per curare molti disturbi muscoloscheletrici.

Si tratta di una terapia in grado di stimolare la produzione di calore direttamente dall’interno del corpo con conseguente aumento della vascolarizzazione. Questo comporta un maggior afflusso di ossigeno e sostanze nutritizie per le cellule e l’eliminazione delle sostanze di scarto. In questo modo si accelerano i naturali processi riparativi e antinfiammatori delle cellule permettendo una notevole riduzione del dolore e dei tempi di recupero.

Si distingue dagli altri macchinari proprio per la capacità di generare calore dall’interno del corpo e quindi per la capacità di agire in profondità sui vari tipi di tessuti.
Il termine Tecar è l’acronimo di Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo. Infatti questo macchinario permette di lavorare con due differenti modalità: quella capacitiva che agisce sui tessuti molli ad alto contenuto di acqua (muscoli, tessuto connettivo, vasi sanguigni e linfatici) e quella resistiva che agisce più in profondità sui tessuti duri(ossa, cartilagini, articolazioni).

È il terapista che decide quale modalità utilizzare maggiormente ad ogni seduta personalizzando così il trattamento in base alla patologia e alla sua evoluzione nel corso delle sedute.
Le sedute di Tecarterapia durano circa 30 minuti e devono essere effettuate almeno 3 volte a settimana. In genere si prevedono cicli di 5-10 sedute.

È un trattamento non invasivo anzi piacevole per il paziente, anche se effettuato in fase di infiammazione acuta.

Indicazioni e controindicazioni:
È controindicata solo in caso di neoplasie recenti, portatori di pacemaker e donne in gravidanza.

Indicazioni:

  • Distorsioni ed edemi
  • tendiniti e borsiti
  • lesioni muscolari, tendinee e legamentose
  • traumi contusivi
  • traumi ossei e osteoarticolari
  • riabilitazione post-chirurgica
  • cervicalgie e cervicobrachialgie
  • lombalgie e lombo-sciatalgie
  • meniscosi e lesioni meniscali (es. del ginocchio)
  • algie croniche
  • capsulite adesiva
  • condropatia femoro-rotulea
  • sindrome pubalgica
  • coxartrosi e gonartrosi
  • fascite plantare
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